martedì 13 marzo 2012



Per un cinema Epico (Ecologico,Poetico,Indipendente,Condiviso, Olistico)

ECOLOGICO- Produrre un cinema “poverodi mezzi ma ricco di idee, di innovazioni stilistiche, che non ammicchi a un presunto gusto del pubblico.
Lavorare sull’ecologia della mente contribuendo alla rimozione del condizionamento televisivo - Ridare dignità allo spettatore, considerandolo
l’autore della visione. Autonomia nella scelta degli interpreti. Allontanarsi dalla casta degli attori inautentici, abbandonare anche lo sgradevole concetto di “attore della strada”, sostituire la dicotomia professionista-naif con l’accezione corretta di “artista dell’espressione umana”.

POETICO -Potenziare il metodo dell'ascolto condiviso o postazione per la memoria: incentivare lo studio e la pratica, soprattutto da parte di sceneggiatori, registi e autori, della poesia dell’esistente che è la lingua che la vita  ha scelto per comunicare  su questa terra. Restituire sacralità all’immagine.
Lasciare il cinema prosaico ideologico per un cinema Poetico. Esplorare il mito del quotidiano per cui il significato è solo una piccola parte della comunicazione.

INDIPENDENTE- Dar vita a un cinema indipendente dalle Tv di stato, da  lobby partitiche e da mafie ministeriali, attraverso la creazione di una rete di coproduzioni europee, un intreccio dinamico, variabile e fluido al quale possono aderire oltre che società, anche associazioni, fondazioni, singoli professionisti, maestranze, interpreti e ogni altra risorsa finanziaria, partecipativa ed umana compreso il pubblico. Utilizzo e sperimentazione incessante di nuove tecnologie e sempre rinnovate modalità produttive.

CONDIVISO:- Conoscere e descrivere a fondo le realtà locali, non più considerate periferiche rispetto a un supposto potente centro economico e politico. Un’area può essere individuata in base a una lingua minoritaria, a un contesto geografico, a un insediamento abitativo. Aver cura nell’analisi di questi territori, in alternativa alla cinematografia nazionale che utilizza i luoghi solo come piattaforme di servizio. Coinvolgere la popolazione con ricadute sociali nella formazione di personale, nella creazione di laboratori propedeutici e successivi alla realizzazione dell’opera. – Connettere reti distributive alternative: sale digitali  e internet. Creazione di film evento che con la forza della loro autenticità conquistino i mercati distributivi internazionali.

OLISTICO: Il Cinema Epico è "un’ evoluzione emergente della condivisione", dove la complessità strutturale che ne deriva non è riducibile ai suoi aggregati. In un certo senso il cinema Epico ripercorre, in piccolo, la nascita delle cattedrali europee; in cui l’opera manifesta l’ingegno e l’impegno di un’aggregazione complessa ma disciplinata. Il modello olistico del cinema Epico è quindi la VITA perché un essere vivente va considerato sempre come un'unità-totalità non esprimibile con l'insieme dei frammenti che lo costituiscono. Storicamente è empatico alla New American Cinema; straordinaria corrente underground, ma liberato dal nichilismo materialista
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- Avvalersi del cinema epico come un’arma di pace a servizio della cultura (superare la barriera per coltivare la vita)

Arthur Frame

1 commento:

  1. Il Terzo Cinema ha uno scopo preciso: Cambiare i modelli culturali del cinema. Perchè c’è stata una deriva che va dalla produzione di film ai premi sul podio. Una deriva semplice da capire, anacronistica, kitsch, ma difficile da rimuovere. Questa deriva è la certificazione di qualità che il Potere dei Controllori e dei Kapo dà ai film attraverso la loro selezione ed esposizione nelle mostre del cinema e attraverso la loro consacrazione pubblica. La crisi dell’Occidente passa attraverso questo rito della consacrazione; è un modello elementare di controllo che ha fatto il suo corso e deve essere accantonato. Per farlo è necessario sviluppare un altro modo di pensare e di percepire il cinema come una forma di scrittura che la vita utilizza per comunicare dal basso, nel basso ci mettiamo anche Brecht, Grotowski, Bene, Pasolini e Tarkovskij.
    E’ vitale che le opere determino aree attrattive d’interesse e discussione per la loro capacità di coivolgimento del cervello del cosidetto pubblico compresi gli intellettuali professionisti, a prescindere dalle commissioni di potere. Ed è importante che alcuni lavori che percorrono strade inusitate e insolite e che hanno bisogno di una assimilazione piu' slow, possano godere di maggior ossigeno rispetto a film piu’ facili da digerire o amare. Per far questo bisogna cambiare testa; la testa deve tornare attaccata al corpo e lavorare in un altro modo, per esempio immaginando che esiste anche il sistema nervoso periferico. Ci puo’ essere d’aiuto la storia della cultura europea almeno dalle cattedrali fino agli anni ottanta esclusi, epoca in cui il viraggio verso il nazismo culturale ha portato al consolidamento del modello americano a raggio globale. Oggi, anche da noi in Italia i poeti vengono perseguitati abbandonati e spinti al suicidio; chi non è mediocre è destinato a morte certa e la cosa piu’ tragica è che il “pubblico” concorre a questa carneficina preventiva perchè ha assimilato intimamente un modello esistenziale nazista di “gusto” televisivo.

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